Modelli di business Open Source: Redomino si racconta
Dallo sportello MIP - Mettersi in Proprio- della Provincia di Torino ad una realtà imprenditoriale di successo che basa il proprio business su strumenti Open Source.
Intervista al dott. Giuseppe Masili (Redomino Srl)
Dott. Masili assieme ai suoi soci siete riusciti a costruire una realtà imprenditoriale in forte crescita, ci può raccontare come è nata l’idea di fare business sull’open source e in quale modo avete avviato e sviluppato Redomino?
Redomino è stata fondata nell'aprile del 2004 dopo aver concluso con successo il percorso MIP (Mettersi in Proprio) della Provincia di Torino. E’ nata dalla passione dei 5 soci fondatori che, dopo avere maturato delle esperienze lavorative nel settore ICT, hanno deciso di costituire una realtà imprenditoriale nuova, basata sull’utilizzo di software Open Source.
Oggi nella nostra azienda lavorano a tempo pieno 15 persone e spesso attiviamo delle collaborazioni esterne altamente qualificate per garantire un supporto specifico sulle varie tecnologie open-source di interesse nostro e dei clienti Redomino. Adottando il telelavoro inoltre possiamo avvalerci di collaborazioni professionali di qualità su tutto il territorio nazionale.
Il core business di Redomino è Plone. Plone è un software per la gestione dei contenuti (CMS, Content Management System) libero, a sorgente aperta e multi piattaforma. Plone è uno strumento che consente di aggiungere, aggiornare e gestire i contenuti in modo semplice: mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per lavorare oggi attraverso il WEB. Il nostro fatturato quindi è generato completamente dalla verticalizzazione di strumenti Open source e dalla vendita di servizi ICT collegati.
Il nostro modello organizzativo è quindi orizzontale: ai 15 dipendenti esperti in verticalizzazioni di strumenti open source, si affianca un numero esteso ed in evoluzione di collaborazioni più o meno continuative.
A quale tipologia di clientela vi rivolgete con maggiore successo?
I clienti di Redomino sono perlopiù Pubbliche Amministrazioni e grandi aziende.
Le prime trovano infatti in Plone uno strumento adottabile in linea con le raccomandazioni contenute dalla Legge Stanca che incoraggia le Pubbliche Amministrazioni ad adottare strumenti ICT Liberi al fine di garantirne il rilascio ed il successivo riuso. A fronte di questo crescente interesse, Redomino ha quindi investito in R&S affinché Plone potesse essere significativamente migliorato ed implementato con nuovi moduli, liberamente accessibili con licenza GPL e raggruppati sotto lo pseudonimo di ItalianSkin (http://www.redomino.com/it/labs/).
Per quanto riguarda le Grandi Aziende, abbiamo ottenuto dei riscontri significativi nell’utilizzo di Plone come intranet o portale aziendale. La nostra argomentazione commerciale sicuramente più rilevante è costituita dal cospicuo numero di casi di successo grazie ai quali i nostri potenziali clienti possono valutare le funzionalità di un CMS operativamente efficace e già largamente sperimentato.
Come riuscite a coniugare l’open source e le esigenze imprenditoriali di fatturare servizi e creare business?
Tenuto conto che l’Open Source per Redomino riveste un ruolo esclusivo e determinante, il modello di business che ne deriva risulta esserene fortemente condizionato, mantenendo comunque una logica di fondo assai semplice. Infatti, maggior è la diffusione dell’Open Source, più ampia è la fascia di mercato interessata a questa tecnologia, sulla quale Redomino si pone e propone come conoscitore esperto in grado di offrire strumenti fortemente verticalizzati, personalizzati e modulari. Per questo Redomino sponsorizza ed organizza eventi dedicati all’ Open Source, come ad esempio il R.P.T. e la Plone Conference dove partecipa attivamente in workshop e seminari diffondendo manuali ed articoli tecnici dedicati al Software Libero.
L’esclusivo utilizzo di strumenti Open Source permette a Redomino di proporre ai suoi clienti un software sempre potente, flessibile e modulare, senza che sia necessario investire in lunghi periodi di sviluppo. Inoltre, grazie al costante impegno in termini di sviluppo di nuovi componenti e moduli, è possibile garantire ai clienti attuali e futuri un software sempre aggiornato e valorizzato dalla tempestiva risoluzione di qualsiasi bug o problema. Tutto ciò sarebbe difficilmente possibile (se non impossibile) se si utilizzasse software proprietario.
Quali sono secondo lei le difficoltà che un imprenditore può incontrare nel momento in cui decide di proporre servizi basati su strumenti Open Source?
In primo luogo occorre sottolineare che la filosofia e l’approccio vs il mercato nel momento in cui si propone servizi basati su Open Source è assai differente rispetto a quello adottato nel caso in cui tali servizi si basano su software proprietario. La condivisione delle esperienze e del sapere è un punto cardine del modello di business. La competizione tra imprese con il medesimo core business e tecnologia Open si sposta sulla qualità del servizio proposto e sulla affidabilità dell’impresa. Non c’è quindi alcun interesse a rimanere gli “unici” possessori del know how di un determinato software libero, ma anzi, più la rete delle collaborazioni si infittisce e qualifica, più il grado di competenza spendibile commercialmente dall’impresa risulta più significativa.
Pertanto, coerentemente rispetto a questa logica, se si intende inserirsi nel mercato offrendo servizi Open Source occorre individuare un settore/software libero in cui la propria specializzazione è tale da risultare un forte elemento di sturt up qualificante. In questo modo, anche l’investimento iniziale in R&S si riduce enormemente. Redomino ha proprio seguito questa logica con profitto e soddisfazione.
Claudia Sibilla